venerdì, 04 luglio 2008, ore 16:11


Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: "Si comincia !"

E ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con due pacchetti al giorno,
di farmi trovar lì da chi mi vuole
sempre nella mia camicia...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare,
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l'altro so rifare...

E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire...


Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
nel mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
" Ci vediam più tardi ..."

E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo...

Nessuno mai mi fermerà veramente!!! Ci sarà sempre qualcuno che si approfitterà della mia disponibilità ma finchè avrò un'alito di vita avrò la forza e la voglia di dire "Quando si comincia!"

Io a questo ci credo ancora:
"..gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami"

 

jockerit
martedì, 10 giugno 2008, ore 16:18

Forse non sai quel che darei
Perché tu sia felice
Piangi lacrime di aria
Lacrime invisibili
Che solamente gli angeli
san portar via

Ma cambierà stagione
ci saranno nuove rose

E ci sarà
dentro te e al di là
dell’orizzonte
una piccola
poesia

Ci sarà
forse esiste già al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te

Vorrei rinascere per te
e ricominciare insieme come se
non sentissi più dolore
ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e
fragili
per morire adesso
solo per un rimpianto

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una piccola poesia

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te

Perdona e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai
che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà
questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una piccola poesia

Ci sarà
forse esiste già al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te
anche per te

jockerit
venerdì, 30 maggio 2008, ore 08:49
La maturità degli esseri umani non è data da un diploma, ne tantomeno da una laurea, ma dal proprio comportamento al servizio della società. Tutto il resto sono discorsi!!! E i discorsi li porta via il vento...
jockerit
martedì, 20 maggio 2008, ore 21:57

Si dice che di vene e di marte non si parte e ne si da l’inizio all’arte invece ventenni fa era un venerdi, era freddino come quest’anno, lasciai glia mici dandogli appuntamento per il giorno seguente perché dovevo incontrare  il mio amico. Che menzogna!!! Non gli avrei mai detto che stavo andando al primo appuntamento con colei che era la vittima preferita dei miei scherzi da ragazzo stronzo come pochi. Invece cedetti alle pressioni della sua migliore amica e gli accordai un’uscita, cosi tanto per far qualcosa di diverso… Passai a prenderla in piazza con circa mezz’ora di voluto ritardo, un po’ per farmi desiderare un po’ perché ero stato a pazzeggiare tanto sapevo che sarebbe stata li ad aspettarmi. Non sapevo ne avrei mai immaginato che quella piccola ragazza avrebbe avuto la forza e la capacità di trasformare uno che aveva girato le spalle all’amore in un marito ed un padre. Vent’anni da quella sera, da quel “vieni che stasera andiamo a fare una girata io e te” ogni giorno che passava mi trasformavo, lasciavo la vecchie amicizie che mi rendevo conto amicizie non erano poi tanto per legarmi prima di tutto a lei e poi ad un mondo fatto di condivisione. Tante volte in questi ventenni ci siamo appoggiati l’uno l’altro, sempre pronti a porgere l’altra mano fra di noi e a tutte le persone che abbiamo incontrato nel nostro cammino. Abbiamo cercato ogni giorno di avere la forza e la passione di analizzare ciò che ci è stato donato e ciò che abbiamo invece lottato per avere, 365 fogli divisi a metà per rileggere la propria STORIA. Crediamo che sia importante trovare la forza per vivere cosi, difficile ma importante. In fondo parafrasando una canzone posso affermare che grazie a lei “NON SONO SOLO ANCHE QUANDO SONO SOLO” Eppure attendere per noi e soprattutto per me non è sufficiente, si deve, devo “lottare” per guadagnarmi il TEMPO. Vent’anni! Ripenso a chi ha camminato con noi,  con me  per i più svariati sentieri. Mi piacerebbe sapere cosa fanno, come vivono, se ogni tanto pensano a me come io penso a loro in questa serata per me particolare vorrei sentirli… vorrei abbracciarli tutti uno ad uno dal primo chè ho conosciuto alla ragazzina che domenica sera ho aiutato nella sua prima avventura da cameriera di sala. Per ogni mio momento importante c’è sempre una musica, una canzone  che mi accompagna. In questo momento ne ascolto una che sembra scritta per noi. Qui sotto riporto il testo. Auguro a tutti di poter vivere l’amore con la libertà, la serietà, a gioia con cui in questi vent’anni l’ho vissuta io. E non è un traguardo ma l’inizio… come quel 20 Maggio

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un' immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...

jockerit
martedì, 20 maggio 2008, ore 18:15

Alcuni bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso difficile. La seconda dipende da noi, da quello che sapremo dare. Sono nati due volte e il percorso sarà più tormentato. Ma alla fine anche per noi che avremo la costanza di stargli vicino, di cogliere un sorriso, una smorfia, un respiro sarà una rinascita... é una senzazione unica coglierne l'essenza di un sorriso, la gioia irrefrenabile di quando, contro il parere di tutti, con la nostra forza di volontà siamo riusciti a fargli compiere il primo passo, il pianto di gioia della mamma quando per la prima volta sente pronunciare il proprio nome. Quando vogliamo siamo in grado di compiere gesti bellissimi, siamo in grado, allungando semplicemente la nostra mano verso l'altro, di dare forza a chi non ce l'ha' di donare fiducia e speranza a chi ormai l'ha persa. Io continuo a crederci, contro la società che ci propina la moda dell'estetismo ad ogni costo, contro i fisici costruiti in palestra o dal chirurgo ma con le teste vuote, contro gli eccessi di ogni genere, preferisco il silenzio e la pace della montagna dove mai potranno arrivare perchè per arrivarci bisogna sudare e faticare... Io credo che a dispetto di tutto qualcuno che voglia condividere con me questo sogno lo trovo ancora, qualcuno capace gratuitamente di dare felicità anche per un solo giorno a chi fino ad ora ha dovuto affrontare un mondo difficilie ma che ha la fortuna di avere una madre ed un padre semplicemente FENOMENALI!!!!

jockerit
lunedì, 19 maggio 2008, ore 23:42

Certi avvenimenti vanno lasciati sementare prima di coglierne perfettamente la propria bellezza e le emozioni che essi sono n grado di trasmettere. Ed in questa settimana appena conclusa ne ho avuto l’ennesima conferma. La gioia e la grande serenità dei quattro giorni a Loreto si è manifestata in tutta la sua meraviglia negli avvenimenti dell’ultima settimana.

In quei riti c’era la voglia di esserci, di viverli, di esserne “protagonisti” ognuno con il proprio carisma, c’era in abbondanza quel sentimento secondo solo all’Amore: l’Amicizia!!! Quella vera, quella per cui si rinuncia ad un fine settimana al mare per esserci. Un’amicizia nata, coltivata ed affermata negli anni fra ragazzi che insieme sono cresciuti divenendo uomini e donne prima che famiglie. Ragazzi di ieri he insieme hanno condiviso di tutto senza mai tradirsi vicendevolmente.

Ed è cosi che fra un bicchier di vino bianco frizzante e dei buonissimi tramezzini ci siamo trovati a chiacchierare anzi quasi a confessarsi le nostre paure con le aspettative dei ragazzi di oggi, delle differenze fra ciò che per noi a vent’anni era importante e ciò che per i ventenni di oggi non ha nessun valore.

Io che da sempre contro corrente, da sempre difensore di questa generazione continuo a provare dolore quando sento affermazioni del tipo “non mi riconosco nei miei coetanei” oppure “ non capisco perché in virtu della libetà ad ogni costo ci si debba privare di ogni regola ed ogni tabù per poi andare a piangere sulla spalla di qualcuno per la solitudine o per essere stati sfruttati per il puro personale godimento. Provo rabbia quando leggo su giornali o ascolto per radio o alla tv frasi del tipo “penso che il vero divertimento sia solo quello fisico, il soddisfare i propri bisogni carnali, senza occuparsi dei sentimenti. Un incontro ,tre parole, un po’ di sesso e via, ognuno per la sua strada. Uso gli altri, mentre loro usano me.”  In questi casi non provo più nemmeno a cercare giustificazioni, non ce ne sono. Quando si ragiona così è perché ci siamo bolliti la testa e purtroppo non credo ci sia ritorno. Tempo fa, ho letto, da qualche parte non ricordo nemmeno dove, che generalmente ogni uomo viene fornito alla nascita con un certo quantitativo di "capacità"; e questo quantitativo è più o meno lo stesso per ogni soggetto. Quello che cambia, è dove ogni individuo lo "consuma".

E' come dire che alla nascita ci rifornirebbero di una caraffa riempita di "capacità" e noi, più  meno  inconsciamente, magari influenzati dall’ambiente e dalle abitudini in cui cresciamo versassimo il suo contenuto nei  vari bicchieri delle abilità umane: studio, sport, diplomazia, organizzazione, destrezza con le donne,ecc... Ci saranno quindi individui che riversando la propria "capacità" in più bicchieri, saranno sufficientemente abili in tutte le discipline, vedi l' uomo medio. E ci saranno individui che concentrando la maggior parte del contenuto della caraffa nello stesso bicchiere, saranno eccellenti in quel dato ambito, ma deficieranno negli altri settori; il classico esempio è il calciatore di serie A, preparatissimo a livello fisico e atletico, che nella vita sperpera tutto il denaro perchè ha le mani bucate, o non ha i nervi saldi e tira le testate agli avversari, o si perde nella droga, ecc...   

Poi, in fine, ogni tanto, meglio dire quasi mai, nascono i fenomeni: cioé, quelli che vengono riforniti con un quantitativo di "capacità" molto più elevato rispetto allo standard; non sono quelli che hanno una marcia in più: loro vanno a propulsore. Sono abili maestri in più discipline, artisti, scienziati, religiosi. Nomi illustri, anche italiani, risuonano possenti in questo elenco: Leonardo da Vinci, Einstein, Galileo Galilei, Mozart, ecc...

Considerato che io e chi mi sta vicino non apparteniamo certamente alla categoria fenomeni, ne deduco che troppa acqua di quella caraffa sia stata versata fuori da ogni bicchiere procurando dei vuoti comportamentali che certamente nessuna droga o bevanda alcolica o forma di sesso potrà mai colmare…

jockerit
mercoledì, 30 aprile 2008, ore 22:24

Ci siamo!!!

Anche quest’anno siamo arrivati alla “sera prima” della partenza.

Più il momento si avvicina e più sale l’attesa, quell’attesa strana, perché sebbene sia un rito che si ripete da quasi trent’anni, è un’attesa  fatta di tante sensazioni, di tanti ricordi, di tante esperienze passate, di tante aspettative per quei quattro giorni.

Pensi a chi ti accompagna, a chi con me condividerà questi quattro giorni e a chi invece non verrà.

Nonostante le vigilie spesso siano state cariche anche di tensioni ogni volta che arriva il treno, quel TRENO, prendo la mia valigia e ci salto su con tutto me stesso, con tutto ciò che ho di cattivo e di buono da offrire.

Quest’anno più di altre volte non riesco a nascondere un po’ di impazienza.

Ho bisogno di questi quattro giorni dopo tutto ciò che è successo negli ultimi mesi.

Sono consapevole che i ritmi, i miei ritmi, saranno forzatamente più lenti, sono consapevole che le mie forze, la mia esuberanza la dovrò dosare attentamente se non voglio restare fregato dalla mia realtà.

Ci sarà qualcuno che rivedrò dopo parecchi anni di lontananza, altri che aspettavo di incontrare e invece non ci saranno… poi sono sicuro che una giovane famiglia mi faranno un gran bella sorpresa spuntando dal porticato della piazza ed io sarò lieto di condividere con lui un bel “Cambio Gomme”.

Per queste considerazioni un po’ confuse dalla stanchezza, io credo che nonostante la cattiveria e l’ipocrisia delle persone, per tutto ciò che di male e di bene ci possa succedere lungo la strada del nostro vissuto, anche le persone che più stimavi e in proporzione più ti hanno ferito con il loro comportamento hanno fatto si che io sia ciò che sono nel male e nel bene.

 Può succedere che il tempo faccia in modo che una storia importante del passato si riaffacci e ti costringa a conviverci nel presente e dunque ha riflettere sul nostro cammino di vita.

A scuola, durante una riunione ho rivisto colei che per prima mi fece rigirare il cuore di giovane ventenne strafottente di tutto e di tutti.

Stesso viso curatissimo nel trucco, stesso fisico statuario nonostante l’età e le gravidanze e stesso carattere e portamento che la rendeva bellissima e altrettanto particolarmente stronza!!!

Rivedendola mi è ritornato in mente che per quella ragazza da “passeggio” avevo rinunciato a vivere una periodo importante della mia vita. Un periodo che aveva scombussolato le mie abitudini e le mie vecchie amicizie del vivere quotidiano.

Più la guardavo e più ripensavo anche a tutto il percorso fatto prima e dopo il suo avvento, alle vacanze con immense camminate in montagna, alle nottate in corsia, alle partite di pallone e le corse in bici, far mattino a parlare ed ascoltare su come poter cambiare il mondo mangiando pane e nutella, a tutte le volte che per lei avevo rinunciato a questo, a tutte le volte che avevo detto NO agli altri per stare con lei; e per cosa? A ripensarci ora: era solo per farsi vedere in giro con una bella ragazza e perché era affamata di sesso, per la sfrontata voglia di sesso che avevamo…

Poi all’improvviso com’era cominciata è finita! Senza un perché, senza una parola! Non feci certo salti ribaltati e tornai ad essere ancora più strafottente e scostante nei confronti di tutti.

Volevo cambiare, volevo essere cattivo, perché solo i cattivi non soffrono.

Poi alcuni amici, anzi di alcuni AMICI, mi costrinsero a tornare a salire sul quel treno, a riprendere un discorso interrotto 2 anni prima.

E’ stato bellissimo, nuove persone, nuove facce e tanta sana e vera CONDIVISIONE.

Ripenso alle prime esperienze e come erano diverse, con persone meno fortunate di me ma con il sorriso sul volto e soprattutto negli occhi. E’ li che ho capito il valore dello sguardo, sguardo che può ferire o rassicurare, che può far piangere o gioire.

Ripenso alle prime nuove AMICIZIE  che ho stretto con loro e a tutte le belle emozioni che mi hanno lasciato nel cuore; e non solo…

Dunque si parte per una nuova avventura, per la prima volta gomito a gomito dalla partenza alla conclusione con colei che con tanta pazienza ha trasformato uno spaccone strafottente nella persona che sono ora.

Io continuo a sentirmi come una persona che mette la condivisione con chi ha vicino davanti al proprio egoismo.

Ho sempre pensato che non ci vuole molto per far del bene agli altri, bastano poche gesta fatte con il cuore invece della stupida ipocrisia del tutto e subito che ci circonda…

Meglio un panino in condivisione che un lauto pranzo in solitudine.

jockerit
sabato, 22 marzo 2008, ore 16:25

Guardo la finestra e vedo buio, vento e acqua sembra Novembre, invece del secondo giorno di Primavera.

Auguro Buona Pasqua a tuuti voi che passate di qui, anche solo per sbaglio...

Che sia veramente l'inizio di un nuovo mondo, che sia veramente la vittoria della Vita sulla morte.

jockerit
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giovedì, 13 marzo 2008, ore 17:49
Vivere,
nessuno mai ce l'ha insegnato
Vivere,
non si può vivere senza passato
Vivere
è bello anche
se non l'hai chiesto mai
Una canzone ci sarà 
sempre qualcuno che la canterà 
jockerit
sabato, 09 febbraio 2008, ore 16:42

Ci sono  giorni in cui mi sveglio e penso a mille cose, nessun pensiero concreto ma molti concatenati che mi portano a ripensare a tante cose e le vedo scorrere nella tua mente, come un film.

Rileggo una lettera, che mi è stata data giovedi sera, mai mi sarei immaginato di riceverla. Una lettera scritta con il cuore, di getto, fra gli spazi bianchi di un foglio usato per altri fini.

Mentre la leggo e cerco di decifrarne il contenuto, la testa e soprattutto il cuore viaggiano fra i ricordi di quanto è stato evocato, ci sono persone che ormai sono passati ad altra vita, i miei bimbi piccoli, altri appena nati, il periodo dell’infermità per l’operazione, le prime uscite con le stampelle, gli schiaffi di chi mi ha tradito. Tanti momenti e sensazioni vissuti con gli amici di sempre, o almeno quelli che credevo amici.

Rileggo e penso, penso e rileggo… non trovo un nesso logico, perché forse esso non c’è.

Il cuore non segue la logica umana.

In questo viaggio, mentre faccio colazione, ripercorro mentalmente gli ultimi quattro, cinque, anni di vita; le gioie per le vittorie, la condivisione con gli altri di tanti bei momenti; Il chiudersi a riccio quando le cose non andavano bene, l’andare avanti arrancando quando, di fronte agli eventi tragici della vita, mi giravo in cerca di una mano e trovavo solo quella di chi ha deciso di starmi accanto e che aveva bisogno d’aiuto almeno quanto me.

Quanta gente ho incontrato, quanti ragazzi ho visto crescere e formarsi, chissà se alcuni di loro hanno assimilato qualcosa di buono da me, così come io ho fatto alla loro età.

Molti si sono persi scegliendo altre strade e non so che fine hanno fatto, altri a fasi alterne sono ricomparsi, altri sono sempre stati qui nel mio mondo, alcuni partecipi attivamente altri passivi a succhiare quanto di buono c’era da prendere…

Viaggiando arrivo al presente, agli ultimi eventi di questo inizio 2008.

Per carnevale c’è stata la solita festa, quest’anno con tanta partecipazione, (per qualcuno anche troppa) e almeno per me,particolarmente sentita. Avrei voluto il massimo per chi partecipava, avrei voluto la perfezione, avrei voluto che chi faceva parte dell’organizzazione avesse condiviso questa mia volontà; purtroppo non è avvenuto. Comunque la serata è riuscita ugualmente bene.

Non ho avuto tempo e modo di fare foto ma in sala c’erano macchine fotografiche e telecamere e sto cercando di avere delle copie da riunire in un unico video.

In sala oltre alle macchine fotografiche e le videocamere c’era soprattutto tantissima gente che ha saltato, giocato, gioito, mangiato e bevuto… insomma c’era un clima fantastico.

Vedere i sorrisi negl’occhi, prima ancora che sulle facce delle persone, è sempre bello e ti far capire che dormire meno di dieci ore in due notti, rincorrere il secondo, cercare di fare in modo che nessuno si senta escluso, accorgersi che al momento di scolare la pasta manca…. Lo scolapasta, ma c’è la forza di andare avanti e la pasta arriva in sala non scotta ma buonissima come sempre, scaldare e servire schiacciate, pizze, crostini, dolci e… non so cos’altro e vedere ancora sorrisi, ancora gente che salta e si diverte, vedere trenini di ragazzi diversamente abili e non, vedere persone che hanno fatto tre ore di pullman per essere in nostra compagnia venire dire: mai ci eravamo divertiti tanto, se lo avremmo immaginato saremmo venuti anche gli anni scorsi. Vedere due pastori che non capivano perché erano in piedi sotto il palco e perché tutti gli altri ridevano come matti di un bue e un asinello che rumoreggiavano sul palco. Vedere dieci ragazzi sul palco che suonavano e cantavano coinvolgendo tutti gli altri e allo stesso tempo facendosi coinvolgere dal pubblico. Vedere chi ci ha dato fiducia, a dispetto di tanti, commossa per un piccolo, ma significativo mazzo di fiori, regalatogli da tutti noi. Vedere, girarsi e incrociarsi con gli occhi con altri e dirsi con lo sguardo che, ancora una volta avevamo fatto centro!!! Vedere tutte queste cose fa bene, fa bene al cuore e alla testa. Ti fa pensare che basta veramente poco per rendere felice qualcuno, ti fa pensare che in fondo il “tempo perso” per queste serate non è “tempo perso” ma “TEMPO GUADAGNATO”….

Già, IL TEMPO…. la differenza fra il tempo ed il TEMPO, fra Koinos e KRONOS, fra tempo vissuto passivamente e tempo vissuto ATTIVAMENTE, DA PROTAGONISTA. Ecco in serate come quelle di carnevale e quelle precedenti, credo che abbiamo vissuto il TEMPO., credo che, chi ha “condiviso veramente” questa esperienza, l’abbia fatto perché è ancora capace di credere in qualcosa, perché è in grado di vedere e di puntare alla luna invece del dito che la indica.

Durante la serata mi è stato chiesto qual’era la cosa che più mi era piaciuta: L’impegno, la voglia di fare, l’abnegazione, lo sforzo e la disponibilità di due ragazzi che insieme non fanno la mia età.

Questa è stata la cosa più bella di questo Carnevale!!!

Sarei felicissimo se un domani quando saranno “cresciuti” fossero capaci, grazie a queste esperienze e la fiducia che hanno ricevuto (almeno da parte mia), di pensare, realizzare e coinvolgere altri in serate come quella di quest’ultimo carnevale…

Sarei contento se fossero capaci di trascinare e condividere con altri le loro idee e le loro esperienze, rinunciando a qualche privilegio personale pur di stare “tutti insieme.”

Sarei contento se riuscissero a prendere da me quanto di buono possa aver dato loro e trascurare i lati peggiori del mio carattere e del mio comportamento.

In mezzo a tutto questo ben di Dio, c’era chi si ignorava per non incontrarsi e parlarsi. Chi si perdeva in complimenti puramente di facciata al solo scopo di mettersi in evidenza, mentre quando c’era stato da difendere l’idea scomoda, solo perché diversa dalla routine, perché controtendenza, non ha mosso un dito o detto una parola a favore per non compromettersi. Mi scappava da ridere per l’ipocrisia di chi si vantava del gruppo organizzatore con gli intervenuti mentre fino al giorno prima aveva sparso giudizi altamente negativi. C’era chi, sebbene più volte direttamente interpellato, non si è fatto ne vedere ne sentire, fregandosene delle aspettative di chi magari contava anche sul suo appoggio. In fondo pretendiamo la massima collaborazione dagl’altri, ma non siamo disposti ad offrirne in ugual misura. In noi, troppo spesso,  prevale la gelosia e l’egoismo invece della condivisione e la fratellanza.

Da tempo rimane in me sempre la solita domanda senza risposta: Se fra tutti questi problemi interpersonali siamo capaci  di ideare e realizzare serate come quella di carnevale, di condividere emozioni e momenti unici in pellegrinaggi e in tante altre occasioni, cosa saremmo stati in grado di realizzare se fossimo veramente stati uniti ed affiatati?

Chissà chi saprà rispondere….

Posso affermare con orgoglio e perche nò, un po’ di PRESUNZIONE che, ringraziando chi ha creduto in me e si è messo in gioco per realizzare quanto di buono abbiamo fatto, ho chiuso alla grande!!!

Ora che mi sono tirato indietro, che mi sono fatto da parte, che non c’è più la scusa di colui che per la troppa esuberanza metteva in imbarazzo gli altri, che faceva esclusivamente di testa sua, mi auguro che, se davvero si crede, si possa riuscire a passare questi ricordi dolorosi e continuare a portare avanti i progetti che sono in corso.

jockerit