Ci sono giorni in cui mi sveglio e penso a mille cose, nessun pensiero concreto ma molti concatenati che mi portano a ripensare a tante cose e le vedo scorrere nella tua mente, come un film.
Rileggo una lettera, che mi è stata data giovedi sera, mai mi sarei immaginato di riceverla. Una lettera scritta con il cuore, di getto, fra gli spazi bianchi di un foglio usato per altri fini.
Mentre la leggo e cerco di decifrarne il contenuto, la testa e soprattutto il cuore viaggiano fra i ricordi di quanto è stato evocato, ci sono persone che ormai sono passati ad altra vita, i miei bimbi piccoli, altri appena nati, il periodo dell’infermità per l’operazione, le prime uscite con le stampelle, gli schiaffi di chi mi ha tradito. Tanti momenti e sensazioni vissuti con gli amici di sempre, o almeno quelli che credevo amici.
Rileggo e penso, penso e rileggo… non trovo un nesso logico, perché forse esso non c’è.
Il cuore non segue la logica umana.
In questo viaggio, mentre faccio colazione, ripercorro mentalmente gli ultimi quattro, cinque, anni di vita; le gioie per le vittorie, la condivisione con gli altri di tanti bei momenti; Il chiudersi a riccio quando le cose non andavano bene, l’andare avanti arrancando quando, di fronte agli eventi tragici della vita, mi giravo in cerca di una mano e trovavo solo quella di chi ha deciso di starmi accanto e che aveva bisogno d’aiuto almeno quanto me.
Quanta gente ho incontrato, quanti ragazzi ho visto crescere e formarsi, chissà se alcuni di loro hanno assimilato qualcosa di buono da me, così come io ho fatto alla loro età.
Molti si sono persi scegliendo altre strade e non so che fine hanno fatto, altri a fasi alterne sono ricomparsi, altri sono sempre stati qui nel mio mondo, alcuni partecipi attivamente altri passivi a succhiare quanto di buono c’era da prendere…
Viaggiando arrivo al presente, agli ultimi eventi di questo inizio 2008.
Per carnevale c’è stata la solita festa, quest’anno con tanta partecipazione, (per qualcuno anche troppa) e almeno per me,particolarmente sentita. Avrei voluto il massimo per chi partecipava, avrei voluto la perfezione, avrei voluto che chi faceva parte dell’organizzazione avesse condiviso questa mia volontà; purtroppo non è avvenuto. Comunque la serata è riuscita ugualmente bene.
Non ho avuto tempo e modo di fare foto ma in sala c’erano macchine fotografiche e telecamere e sto cercando di avere delle copie da riunire in un unico video.
In sala oltre alle macchine fotografiche e le videocamere c’era soprattutto tantissima gente che ha saltato, giocato, gioito, mangiato e bevuto… insomma c’era un clima fantastico.
Vedere i sorrisi negl’occhi, prima ancora che sulle facce delle persone, è sempre bello e ti far capire che dormire meno di dieci ore in due notti, rincorrere il secondo, cercare di fare in modo che nessuno si senta escluso, accorgersi che al momento di scolare la pasta manca…. Lo scolapasta, ma c’è la forza di andare avanti e la pasta arriva in sala non scotta ma buonissima come sempre, scaldare e servire schiacciate, pizze, crostini, dolci e… non so cos’altro e vedere ancora sorrisi, ancora gente che salta e si diverte, vedere trenini di ragazzi diversamente abili e non, vedere persone che hanno fatto tre ore di pullman per essere in nostra compagnia venire dire: mai ci eravamo divertiti tanto, se lo avremmo immaginato saremmo venuti anche gli anni scorsi. Vedere due pastori che non capivano perché erano in piedi sotto il palco e perché tutti gli altri ridevano come matti di un bue e un asinello che rumoreggiavano sul palco. Vedere dieci ragazzi sul palco che suonavano e cantavano coinvolgendo tutti gli altri e allo stesso tempo facendosi coinvolgere dal pubblico. Vedere chi ci ha dato fiducia, a dispetto di tanti, commossa per un piccolo, ma significativo mazzo di fiori, regalatogli da tutti noi. Vedere, girarsi e incrociarsi con gli occhi con altri e dirsi con lo sguardo che, ancora una volta avevamo fatto centro!!! Vedere tutte queste cose fa bene, fa bene al cuore e alla testa. Ti fa pensare che basta veramente poco per rendere felice qualcuno, ti fa pensare che in fondo il “tempo perso” per queste serate non è “tempo perso” ma “TEMPO GUADAGNATO”….
Già, IL TEMPO…. la differenza fra il tempo ed il TEMPO, fra Koinos e KRONOS, fra tempo vissuto passivamente e tempo vissuto ATTIVAMENTE, DA PROTAGONISTA. Ecco in serate come quelle di carnevale e quelle precedenti, credo che abbiamo vissuto il TEMPO., credo che, chi ha “condiviso veramente” questa esperienza, l’abbia fatto perché è ancora capace di credere in qualcosa, perché è in grado di vedere e di puntare alla luna invece del dito che la indica.
Durante la serata mi è stato chiesto qual’era la cosa che più mi era piaciuta: L’impegno, la voglia di fare, l’abnegazione, lo sforzo e la disponibilità di due ragazzi che insieme non fanno la mia età.
Questa è stata la cosa più bella di questo Carnevale!!!
Sarei felicissimo se un domani quando saranno “cresciuti” fossero capaci, grazie a queste esperienze e la fiducia che hanno ricevuto (almeno da parte mia), di pensare, realizzare e coinvolgere altri in serate come quella di quest’ultimo carnevale…
Sarei contento se fossero capaci di trascinare e condividere con altri le loro idee e le loro esperienze, rinunciando a qualche privilegio personale pur di stare “tutti insieme.”
Sarei contento se riuscissero a prendere da me quanto di buono possa aver dato loro e trascurare i lati peggiori del mio carattere e del mio comportamento.
In mezzo a tutto questo ben di Dio, c’era chi si ignorava per non incontrarsi e parlarsi. Chi si perdeva in complimenti puramente di facciata al solo scopo di mettersi in evidenza, mentre quando c’era stato da difendere l’idea scomoda, solo perché diversa dalla routine, perché controtendenza, non ha mosso un dito o detto una parola a favore per non compromettersi. Mi scappava da ridere per l’ipocrisia di chi si vantava del gruppo organizzatore con gli intervenuti mentre fino al giorno prima aveva sparso giudizi altamente negativi. C’era chi, sebbene più volte direttamente interpellato, non si è fatto ne vedere ne sentire, fregandosene delle aspettative di chi magari contava anche sul suo appoggio. In fondo pretendiamo la massima collaborazione dagl’altri, ma non siamo disposti ad offrirne in ugual misura. In noi, troppo spesso, prevale la gelosia e l’egoismo invece della condivisione e la fratellanza.
Da tempo rimane in me sempre la solita domanda senza risposta: Se fra tutti questi problemi interpersonali siamo capaci di ideare e realizzare serate come quella di carnevale, di condividere emozioni e momenti unici in pellegrinaggi e in tante altre occasioni, cosa saremmo stati in grado di realizzare se fossimo veramente stati uniti ed affiatati?
Chissà chi saprà rispondere….
Posso affermare con orgoglio e perche nò, un po’ di PRESUNZIONE che, ringraziando chi ha creduto in me e si è messo in gioco per realizzare quanto di buono abbiamo fatto, ho chiuso alla grande!!!
Ora che mi sono tirato indietro, che mi sono fatto da parte, che non c’è più la scusa di colui che per la troppa esuberanza metteva in imbarazzo gli altri, che faceva esclusivamente di testa sua, mi auguro che, se davvero si crede, si possa riuscire a passare questi ricordi dolorosi e continuare a portare avanti i progetti che sono in corso.